Allegri: “A Cardiff con due giocatori in meno”

Allegri: “A Cardiff con due giocatori in meno”

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Le rivelazioni dell’allenatore juventino sulla finale di Champions persa era meglio evitarle. Allegri non ha avuto la forza di sostituire nell’intervallo due giocatori acciaccati, lasciando di fatto la squadra in 9

Roma, venerdì 11 agosto 2017 – Il tecnico juventino di recente ha dichiarato a The Players’ Tribune, blog statunitense dedicato agli sportivi: «Nell’intervallo di Cardiff mi ero reso conto che non avevamo i mezzi per affrontare al meglio la ripresa. C’erano due giocatori che a stento potevano stare in piedi per gli infortuni e il Real giocava una gara intelligente e rilassata. Può sembrare strano, ma sono uscito dal campo in pace con me stesso: non eravamo la squadra migliore». Dichiarazione sorprendente e anche azzardata. In pratica il bravo Max, fresco di rinnovo di contratto per altri 3 anni, sta dicendo che con due giocatori acciaccati e non in grado di proseguire la gara al meglio, ha preferito non effettuare cambi. I due top player in difficoltà, lo sanno anche i bambini, erano Pjanic e Mandzukic. Due pedine fondamentali se al top. Ma se acciaccati e poco reattivi due giocatori di movimento non in grado di contrastare e coprire come dovuto il centrocampo. Il Real è sempre il Real, una squadra forte, solida e imprevedibile, ma non avrebbe avuto la vita facile che ha avuto nel secondo tempo contro la Juventus, se al posto di un Pjanic a mezzo servizio ci fosse stato uno come Sturaro, Lemina o Rincon, insomma un rinforzo ma pur sempre al top. Stessa cosa dicasi per Mandzukic. Va bene la grinta del croato espressa nel primo tempo e arricchita da un bel gol – anche se un po’ fortunoso. Ma di nuovo, se ci fosse stata una riserva al cento per cento, mettiamo un Asamoah, forse Isco e Modric non avrebbero avuto la vita facile che hanno avuto, sempre nel secondo tempo. E poi perché non cambiare schema, tornare al 3-5-2, dando più sostanza al centrocampo? Ormai quella gara è storia, ma gli errori commessi dal tecnico livornese sono stati molti, restano e vanno commentati

Tanto più se Allegri si avventura in spericolate affermazioni che diventano il più classico degli autogol. La società gli aveva messo a disposizione una bella squadra – come quest’anno del resto. I cambi c’erano e si potevano effettuare per tempo. Forse la Juventus avrebbe perso lo stesso. Magari vendendo cara la pelle, come si dice in gergo, dando del filo da torcere agli avversari, provando ad impostare meglio, senza gettare via la palla ad ogni flebile ripartenza dalle retrovie. Quale poteva essere il senso di lasciare in campo Pjanic con un ginocchio dolorante, se davvero Allegri se ne era accorto durante l’intervallo? E quale senso strategico recondito poteva avere la mossa di non sostituire Mandzukic, inserendo un giocatore più combattivo e reattivo sulla fascia, offrendo una copertura migliore alla difesa e una chance in più all’offesa? Le rivelazioni di Max Allegri sono incaute, quanto sorprendenti, e finiranno per far innervosire e arrabbiare i tifosi. Sono cose che devono restare all’interno dello spogliatoio ed essere commentate semmai solo con la Dirigenza. Adesso che sono pubbliche invece, è giusto chiederne conto al tecnico. Se nel corso dell’intervallo si era accorto che due giocatori “a stento potevano stare in piedi”, perché non sono stati cambiati?

Tutti i tifosi hanno ancora davanti agli occhi la palla persa da Mandzukic sulla propria tre quarti e il gol che ne è scaturito (il 3-1) con l’inserimento di Ronaldo su passaggio di Modric. Forse un altro giocatore, meno acciaccato, avrebbe servito meglio alla causa. Non c’è che dire, Allegri è stato incauto a fare quella affermazione, detta forse per ridurre l’onta di aver perso due finali di Champions consecutive in una intervista ad un blog americano molto seguito. Anche perché la gara contro il Real era stata costruita mediaticamente, anche e soprattutto dalla Juventus, in modo altrettanto incauto. Con dichiarazioni roboanti di portarsi a casa la coppa da parte di giocatori, tecnico e dirigenti. E anche il giudizio sulle capacità di di gestione a gara in corsa, alla luce di questa affermazione, e soprattutto dei fatti, è da rivedere. Gli uomini e i mezzi per reagire al destino “avverso” c’erano, ma Allegri non ha avuto la forza o il coraggio di prendere le giuste decisioni.

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