Il rum che non ti aspetti alla conquista di Roma

Il rum che non ti aspetti alla conquista di Roma

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Una due giorni intensa, preceduta da serate di presentazione di singoli brand, ha portato nella Capitale oltre 70 marche di rum e 400 etichette. Tra le novità anche le produzioni sud africane e quelle del sudest asiatico di ron, dove è possibile coltivare la canna da zucchero.

Roma, lunedì 9 ottobre 2017 – ShowRum conquista Roma. Per la quinta volta la Capitale è stata al centro del liquoroso e affascinante mondo del distillato di melassa, o di canna da zucchero, nato per rendere meno pesanti le giornate degli schiavi afro-americani e dei coloni delle indie occidentali, e che da ingrediente nella miscelazione oggi è sempre più gustato in purezza. Un liquore di culto con tante sfumature, tante etichette, molti paesi produttori e un mondo di importatori e distributori con spirits sempre più raffinati ed eleganti. Insomma sta esplodendo la moda del ron, altro modo di chiamare il rum, che un tempo veniva apprezzato solo nella mixology. Non per niente uno dei più famosi cocktail a base di rum è il Cuba Libre, mix nato per festeggiare la cacciata degli spagnoli dall’isola di Cuba, dopo una guerra che alla fine dell’Ottocento vide per una volta uniti insieme americani e cubani. Per celebrare quell’evento nacque il mix con rum, coca e molto ghiaccio, ossia un gustoso abbraccio tra America e Cuba. E su quella falsariga per anni il ron è stato ingrediente base della miscelazione, anche se non sono mancati in passato i cultori della purezza. Ora il grande pubblico si sta avvicinando al rum e anche in Italia da 3-4 anni capita di trovare nei bar più alla moda (al contrario di quello che avviene a Caracas, secondo una pubblicità di qualche anno fa) ottime etichette da assaporare, perché è cool e fa tendenza. Primo passo per attirare l’attenzione dei consumatori su un prodotto che alla fine altro non incarna che un piacere edonistico. Come la maggior parte dell’enogastronomia attuale.

In eventi come ShowRum – Italian Rum Festival, che abbina alle degustazioni guidate i seminari e le masterclass gratuite, condotti dagli esperti, dagli importatori o dai sempre più numerosi brand ambassador, la platea viene coinvolta sul complesso mondo del rum. Entrare in ShowRum è una vera e propria scoperta, e chi ha perso questa occasione dovrà aspettare 365 giorni per non farsela scappare di nuovo. Così come una scoperta sono state le serate di presentazione di alcune etichette, come quella dedicata a Diplomatico. O quella organizzata dal ron panamense Abuelo al Chorus Caffè di Roma. Non dico che si diventa all’improvviso amanti del distillato da canna da zucchero. Si comprendano le differenze e il perché dell’invecchiamento in botti di bourbon piuttosto che in quelle di cognac. O ancora sia possibile intercettare al primo assaggio i sentori speziati e affumicati del legno, della vaniglia, del caffè, del mou, mischiati a quelli della frutta matura caraibica come il platano, l’ananas e la papaya, o anche all’uvetta sultanina. Però, la forza di questa manifestazione è quella di adottare lo stesso schema degli incontri tra addetti ai lavori, dove l’importatore e il brand ambassador spiegano con pazienza e entusiasmo ai curiosi le differenze, le peculiarità, le particolarità e i modi produzione. Si entra così in contatto con coloro che lavorano e che si impegnano nella produzione del ron. Compagnie o produttori indipendenti che lasciano i capitali investiti fermi per anni, chiusi in botti ad affinare, in attesa che insospettabili reazioni chimiche intervengano tra il distillato, l’ossigeno, il legno, le temperature, la traspirazione e altro ancora.

ShowRum, ideato e organizzato con impegno professionale da Leonardo Pinto, è quindi un evento che arricchisce chi vi partecipa, anche perché si focalizza solo sul rum, senza fusioni o incontri con il food, come accade invece in altre manifestazioni romane. Chi ha visitato gli spazi della manifestazione, che si è svolta dell’A.Roma – Lifestyle Hotel & Conference Center, struttura fuori dal solito circuito romano di eventi gastronomici, ha avuto la possibilità di concentrarsi solo sul prodotto e sui brand presenti – circa 70 brand con più di 400 etichette in degustazione. Inoltre la presenza di alcuni rinomati barman romani ha consentito di assaporare il ron anche nelle sfumature della mixology. Chi scrive, ad esempio, ha gustato un prezioso “Incidente Diplomatico”, cocktail creato dall’estro e dalla spregiudicata capacità di accostare ingredienti dei barman dello Sky Stars, lussuoso locale interno dell’A.Roma. Miscelato, non shekerato, il cocktail ha unito il ron Diplomatico “Mantuano” (importante etichetta venezuelana), al nostro Cynar e all’aceto balsamico di modena, trattato con alcune spezie. Un mix interessante, con una buona gradazione alcolica, da intendere come pre-dinner, alla stregua di un Manhattan o di un Negroni, per stimolare i succhi gastrici e preparare all’assunzione della cena.

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