Viterbo, formazione operatori sanitari con fondi Ue

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Al termine di un corso formativo finanziato dalla Regione con fondi europei, 59 operatori della sanità di Viterbo hanno ottenuto il titolo di operatore socio sanitario. Ieri la consegna degli attestati da parte del direttore generale, Daniela Donetti

Viterbo, martedì 20 marzo 2018 – Sono 59 i nuovi operatori socio-sanitari formatisi nella provincia di Viterbo al termine di un corso finanziato dalla Regione Lazio con fondi dell’Unione europea. Si è tenuta ieri la cerimonia nella quale sono stati loro consegnati gli attestati di qualifica professionale. Si tratta di 59 operatori della sanità viterbesi, tra dipendenti della Asl di Viterbo e di alcune strutture sanitarie accreditate.

L’acquisizione del titolo è avvenuta al temine di un corso di formazione, gratuito per i partecipanti e finanziato dalla Regione Lazio con appositi fondi europei, volto alla riqualificazione di operatori appartenenti alle tre qualifiche professionali di Adest (Assistenti domiciliari dei servizi tutelari), Ota (operatore tecnico addetto all’assistenza) e Ass (Ausiliario socio sanitario). Proprio in relazione ai requisiti di accesso, e al titolo in possesso, l’azienda sanitaria della Tuscia ha definito e svolto un percorso formativo diversificato al fine del raggiungimento della qualifica di operatore socio sanitario a tutte le 59 persone che hanno partecipato al corso.

La consegna degli attestati si è svolta ieri pomeriggio, alla Cittadella della salute di Viterbo, alla presenza del direttore generale della Asl, Daniela Donetti.

«La riqualificazione del personale sanitario – ha detto Donetti durante l’incontro, rivolgendosi ai 59 nuovi operatori socio-sanitari – è uno dei nostri obiettivi prioritari. La Asl di Viterbo considera il vostro impegno quotidiano determinante e prezioso al fine di migliorare la qualità dei servizi che eroghiamo ai cittadini assistititi e, di conseguenza, l’immagine che percepiscono del loro sistema sanitario locale. Aver investito sulle vostre competenze e sulla vostra crescita professionale, oltre che doveroso, è un investimento in prospettiva per una sanità migliore».

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