L’innovazione nei vini di Donne Fittipaldi

L’innovazione nei vini di Donne Fittipaldi

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Cura, attenzione, rispetto del territorio di Bolgheri, novità autoctone e internazionali. Ecco le virtù che contraddistinguono i vini Donne Fittipaldi, azienda che si declina al femminile

Roma, lunedì 14 maggio 2018 – È stata presentata la settimana scorsa, alla stampa romana nel corso di un pranzo al ristorante “Al Ceppo”, dietro piazza Ungheria, l’azienda vitivinicola Donne Fittipaldi di Bolgheri, nata nel 2004 con la prima vendemmia, dopo il reimpianto dei filari. L’azienda, guidata da cinque splendide donne, la mamma Maria Fittipaldi Menarini e le quattro figlie, produce oggi circa 80 mila bottiglie annue, presentando alcune espressioni classiche del territorio di Bolgheri, ma anche vini innovativi e sperimentali, segno del coraggio del management e dell’amore per le novità. Donne Fittipaldi non segue in modo univoco la tradizione del territorio di Bolgheri, che come molti sanno è una terra magica, che produce bottiglie famose in tutto il mondo.

Per capire la filosofia che sta dietro la produzione bisogna basarsi sui fatti. Donne Fittipaldi è un’azienda giovane. Quattordici anni non sono nulla rispetto a cantine che producono da 50/ 60 anni, se non di più. Ecco perché la sperimentazione è il carattere portante della loro idea di enologia. Certo sui terreni argillosi di Bolgheri, su cui sono allevati i vigneti a cordone speronato che si affacciano sul mare, considerata la storia prestigiosa del terroir, alcune scelte – anche di mercato – non potevano che essere obbligate. Filari di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot. Dal blend di queste uve si ricavano i vini di punta di Donne Fittipaldi, nel complesso una produzione di nicchia, se si esclude il Bolgheri Classico sul mercato in circa 60 mila esemplari.

 

A questi si alternano vitigni inaspettati di Malbec e di Orpicchio, unico bianco dell’azienda, prodotto da un vitigno autoctono poco conosciuto e innestato su ceppi di sangiovese, utilizzati invece in purezza. L’enologo Emiliano Falsini, nel corso del pranzo, ha spiegato bene che tipo di enologia predilige: semplice ma che punta a mettere in risalto le peculiarità del territorio. Del Bolgheri Classico è stata degustata l’annata 2016 con pochi giorni di bottiglia alle spalle. È un blend di Cabernet Sauvignon e Merlot con piccole percentuali di Cabernet Franc e Petit Verdot. Fresco, elegante, bevibile e dalla trama tannica dolce. Fa due giorni di crio macerazione a 6-7 gradi, per essere portato a fermentazione, che si innesta spontanea dopo circa cinque giorni senza l’aggiunta di lieviti selezionati. Ecco cosa si intende: esprimere a pieno il territorio.

Altro rosso importante, ma con una produzione di gran lunga minore, è il Bolgheri Superiore, apprezzato nell’annata 2015. Questo vino presenta una maggiore percentuale di Franc rispetto al precedente, 30% invece del 10%. Fa 18 mesi in legno, parte del tempo in botti nuove. Non viene chiarificato e a seconda della vendemmia può subire un affinamento sulle bucce, per addolcire il vino. Ritorna anche qui l’idea di una enologia non interventista, ma semplice. Il Bolgheri Superiore è un vino più strutturato con una produzione che si aggira intorno alle 5-6 mila bottiglie annue.

La vera sperimentazione e il coraggio dell’azienda emergono però in due prodotti di nicchia, a tiratura limitata, ma che nel tempo potranno diventare punti di forza di Donne Fittipaldi. Il primo è il Lady F con 100% di uve Orpicchio, una varietà autoctona a bacca bianca. Parente del Pinot Bianco, matura a inizio settembre e presenta un bel grappolo compatto. È stata fatta degustare l’annata 2016, la migliore a detta dell’enologo, che contrariamente alla precedente, vinificata solo in legno, ha subito un affinamento in acciaio e a seguire in legno vecchio per 6 mesi. Del Lady F l’Azienda Donne Fittipaldi produce circa 3000 bottiglie, una piccola riserva ma siamo solo alla quarta edizione.

 

Il Malaroja, un Igt Toscana Rosso 100% da uve Malbec, è la seconda innovazione, presentata alla fine del pranzo. Nessuno produce Malbec in purezza a Bolgheri. Si tratta infatti di un progetto sperimentale che affina 15-18 mesi in parte in barrique nuove. Incontrando i terreni argillosi e prossimi al mare di Bolgheri, il Malaroja si struttura come il Cabernet Sauvignon, rimanendo morbido e dolce come il Merlot. Per questo sorprende il palato. Per il momento la tiratura si ferma a 1500 bottiglie. A queste due scommesse presto se ne aggiungerà una terza. Donne Fittipaldi è in attesa di produrre una bollicina metodo ancestrale che presenterà il prossimo anno. I prezzi sono in linea con la cura, l’attenzione e la zona di provenienza dei vini. Variano tra i 12 e i 22 € in cantina e tra i 30 e i 40 € in enoteca.

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