Stop all’ansia con i probiotici

Stop all’ansia con i probiotici

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L’intervento per curare tale disturbo può dover essere farmacologico, ma sapere che può essere affrontato anche con l’assunzione di probiotici è un importante passo in avanti per la ricerca

Roma, mercoledì 30 maggio 2018 – Pro indica qualcosa che è favorevole, mentre biotico (dal greco βιωτικός) significa “relativo alla vita”. I probiotici sono quei microrganismi vivi, presenti in alcuni alimenti ricchi di fibre, oppure nei latticini, che assimilati nelle giuste quantità aiutano la nostra vita, proteggono il nostro organismo, o meglio il nostro intestino. Ma non solo. Secondo una ricerca italiana condotta dai ricercatori delle Università di Tor Vergata, Sapienza e del Policlinico Gemelli, pubblicata sul Journal of Transactional Medicine, il microbiota intestinale favorisce il dimagrimento e aiuta ancor più a contenere gli stati d’ansia. Per la somministrazione, è stato scelto un integratore con 120 miliardi di probiotici composti da 8 ceppi batterici e a beneficiare di questa terapia sono stati sia soggetti sani sia affetti da patologie degenerative.

Laura Di Renzo, docente della sezione nutrizione clinica e nutrigenomica dell’Università di Tor Vergata, ha così commentato i risultati della ricerca: “La terapia con probiotici scelti ad hoc ha portato effetti a chi è colpito da sovrappeso o sindrome metabolica: in assenza di dieta c’è stata una leggera modulazione della composizione corporea, con un calo di peso e una riduzione di tessuto adiposo. Il dato più interessante è stato nei soggetti ansiosi, con una riduzione dello stato d’ansia”. Sono due milioni e mezzo gli italiani che soffrono di disturbi d’ansia, e il fatto non sorprende dal momento che viviamo in un’epoca in cui siamo esposti a continui cambiamenti, a volte anche traumatici.

Di recente, l’ansia è stato l’argomento centrale del congresso internazionale “Anxiety”, organizzato da Italian Psychoanalitic Dialogues (IPD) e Neuropsychoanalysis Association (NPSA), a Roma il 10 e l’11 febbraio 2018. L’intervento per curare tale disturbo può dover essere farmacologico, ma sapere che può essere affrontato anche in modo naturale – ad esempio grazie ad una dieta integrata con l’assunzione di probiotici – è un importante passo in avanti per la ricerca. Sicuramente, c’è ancora molto da scoprire su questi batteri amici dell’organismo, come ha spiegato Antonino De Lorenzo, direttore della Scuola di specializzazione in scienze dell’alimentazione di Tor Vergata: “Conosciamo solo il 10% degli effetti della flora batterica. Insieme al professor Antonio Gasbarrini del Policlinico Gemelli abbiamo costituito un network per affrontare questo grande tema della ricerca: dobbiamo infatti conoscerne il restante 90%”.

Laura Marti

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