Viterbo, intervento innovativo contro il Parkinson

Viterbo, intervento innovativo contro il Parkinson

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L’operazione permette una riduzione dei sintomi cardine della malattia. Si tratta di un trattamento molto delicato e complesso, che richiede l’intervento coordinato di diversi specialisti. Viene eseguito in pochi selezionati centri neurochirurgici in tutta Italia

Viterbo, venerdì 15 giugno 2018 – Una procedura medica d’avanguardia per la riduzione dei sintomi cardine della malattia di Parkinson è stata eseguita nell’ospedale Belcolle di Viterbo (nella foto in alto) grazie all’opera di una nutrita équipe di specialisti. Lo ha reso noto oggi la Asl del capoluogo della Tuscia. Il Lazio si pone quindi all’avanguardia nella cura di questa patologia altamente invalidante.

Negli ultimi giorni del mese di maggio, si legge nella nota diffusa oggi dall’Azienda sanitaria viterbese, l’équipe dell’unità operativa di neurochirurgia, diretta da Riccardo Ricciuti, ha eseguito a Belcolle un intervento di stimolazione cerebrale profonda da sveglio (awake surgery) in un paziente di 52 anni affetto da malattia di Parkinson da oltre dieci anni. La procedura consiste nel porre due elettrodi in nuclei profondi del cervello responsabili della programmazione motoria. È il funzionamento anomalo di questi nuclei che determina la malattia.

L’intervento permette una riduzione dei sintomi cardine del Pakinson: il tremore, la rigidità e il rallentamento motorio (bradicinesia). Si tratta di un trattamento molto delicato e complesso, che richiede l’intervento coordinato di diversi specialisti. Viene eseguito in pochi selezionati centri neurochirurgici in tutta Italia e può essere rivolto potenzialmente a un numero sempre più ampio di pazienti affetti questa patologia, che si manifesta con frequenza con l’aumentare dell’età.

«Il beneficio sui sintomi – spiega il coordinatore dell’équipe che ha eseguito il trattamento, Riccardo Ricciuti – è duraturo nel corso del tempo, anche nei pazienti operati da dieci, quindici anni. E, poiché la patologia può avanzare con sintomi non motori, sono certamente le persone più giovani ad avere maggiori benefici dalla stimolazione cerebrale che, tra l’altro, permette, in un’elevata percentuale dei casi, una riduzione della terapia farmacologica, con conseguente diminuzione della spesa sanitaria, oltre che dei costi sociali. desidero rivolgere un ringraziamento doveroso ai colleghi neurologi Falcone e Mei, alla neuropsicologa Iacobacci, ai radiologi Cardello e Riario, ai colleghi del reparto di anestesiologia, Paoletti e Sacco, e al personale infermieristico dell’unità operativa e del blocco operatorio».

«L’azienda – commenta la direttrice generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti –, soprattutto negli ultimi due anni, ha ritenuto strategico investire, in termini di professionalità, di know how e di tecnologie, non solo sulla neurochirurgia ma, in generale, su tutta la nuova area delle neuroscienze. Al tal riguardo abbiamo anche previsto un apposito percorso formativo, rivolto a tutti gli infermieri delle neuroscienze e dei reparti affini, con l’obiettivo di creare un team di professionisti con competenze altamente specializzate. I risultati di queste azioni che abbiamo messo in campo iniziano a darci ragione. Se parliamo solo di neurochirurgia, infatti, i dati in nostro possesso registrano un più 30% di interventi effettuati nel mese di maggio, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e più 23% di pazienti operati a Belcolle e provenienti da fuori provincia. Dobbiamo proseguire su questa strada».

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