Scuola, gli italiani non ne conoscono i problemi reali

Scuola, gli italiani non ne conoscono i problemi reali

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Mancanza di presidi e professori, edilizia vecchia e fatiscente e abbandono degli studi: tutti questi problemi non interessano granché le persone. Il tema dei vaccini è l’unico presente nelle discussioni sui social e negli articoli sui media tradizionali, che vanno “a ruota” di ciò che anima maggiormente sul momento il dibattito sul web a scapito dell’approfondimento. Lo rivela un’indagine condotta da “L’eco della stampa”, azienda leader in Italia e punto di riferimento internazionale della media intelligence

Milano, lunedì 17 settembre 2018 – Parte l’anno scolastico e il tema su cui si dibatte maggiormente sui social e anche sui media tradizionali è vaccini sì o vaccini no per gli alunni che vengono iscritti a scuola dai genitori. Completamente assente nell’opinione pubblica la percezione dei problemi reali dell’istruzione: carenza di personale, strutture fatiscenti e abbandono scolastico. Lo rivela un’indagine condotta da “L’eco della stampa”, azienda leader in Italia e punto di riferimento internazionale della media intelligence.

I social network, insomma, si rivelano responsabili di una distorsione nella visione della realtà. Ma anche i media si lasciano trascinare nel vortice della polemica politica, tutta incentrata sui vaccini per quanto riguarda la scuola, senza alcuno sforzo per indagare i problemi che appesantiscono il sistema dell’istruzione in Italia. L’analisi condotta da “L’eco della stampa”, infatti, rivela che gli italiani non parlano, o meglio ancora si potrebbe dire che non conoscono, i veri problemi del sistema scolastico. Mancanza di presidi e professori, edilizia vecchia e fatiscente e abbandono degli studi: tutti questi problemi non interessano granché le persone. Sembra che l’unico problema percepito sia quello dei vaccini, che genera il maggior numero di discussioni sui social e di articoli sui media tradizionali, che vanno “a ruota” di ciò che anima maggiormente sul momento il dibattito sul web a scapito dell’approfondimento.

Eppure in un passato neanche troppo remoto si è spesso polemizzato sulle emergenze della scuola italiana, a partire dalla mancanza di presidi e insegnanti: basti pensare che solo a Milano sono ancora scoperte ottomila cattedre. Le strutture vecchie e fatiscenti sono sempre state un altro punto dolente, così come si è dibattuto dell’abbandono scolastico: si stima che un quarto degli alunni che iniziano quest’anno le superiori non arriverà al diploma.

I dati dell’ultimo rapporto di “Cittadinanza attiva”, che fa riferimento al 2017, dicono che è fatiscente un’aula su tre, la manutenzione è inadeguata in una scuola su quattro, solo un istituto su quattro è dotato di certificato di agibilità. Secondo un’indagine su 4.401 istituti condotta sempre da “Cittadinanza attiva” attraverso l’istanza di accesso civico inviata agli enti locali, la vulnerabilità sismica è stata verificata solo nel 27% degli edifici scolastici.

Sui social, invece, il tema del rientro a scuola è messo in ombra da un dibattito che ormai da mesi ruota attorno a obbligo vaccinale e non. Solo negli ultimi quattro giorni si sono generati sui canali social migliaia di post e commenti che associano la scuola al problema delle vaccinazioni, e il numero aumenta di minuto in minuto, dice l’indagine condotta da “L’eco della stampa”.

Il sentiment attorno a queste “discussioni” sul tema vaccini è spesso negativo, ovvero usa toni accesi e parole connotate negativamente in modo ripetuto, e solo nell’8% dei casi il sentiment è positivo. Questi dati sono disponibili grazie allo strumento di Analytics di “L’Eco della Stampa”, in grado di calcolare il sentiment sia su stampa, radio e tv, sia sui social media, e di delineare le tendenze e gli umori del “popolo” e dei media su un determinato tema.

I media tradizionali seguono la tendenza dei social. Gli articoli sul rientro a scuola sembrano vertere in maggioranza sul tema vaccini, fortemente legato al dibattito politico in corso nel Paese. Anche qui i toni a riguardo sono parecchio caldi. Su stampa e web, infatti, solo il 2% degli articoli relativi al tema vaccini e rientro a scuola ha sentiment positivo. La cosa che forse stupisce di più è che ad affrontare il tema in modo più combattivo siano radio e televisione, che si dimostrano addirittura più aggressive rispetto ai social. Qui il sentiment è negativo in più del 38% dei casi.

«Questa tendenza – spiega Alessandro Cederle, direttore Media Monitoring e Analysis di “L’eco della stampa” – viene riscontrata in numerosi casi di analisi. Quando si parla di temi divisivi, i mezzi broadcast non hanno nulla da invidiare all’universo social sotto il punto di vista del tono di voce. D’altro canto la battaglia per l’audience ormai si combatte anche contro questi concorrenti non convenzionali».

I dati emersi dallo studio di “L’eco della stampa” confermano quanto emerso da una recente ricerca dell’Ipsos, secondo la quale gli italiani sono il popolo con la visione più distorta della realtà. E i media tradizionali si lasciano coinvolgere dalle tendenze del momento, impegnati a non perderne l’onda, a svantaggio dell’approfondimento dei temi di sostanza.

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