Latina, due poliziotti suicidi in pochi giorni

Latina, due poliziotti suicidi in pochi giorni

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Il sindacato Les-Ugl lancia l’allarme per un «aumento esponenziale dei suicidi nelle forze dell’ordine». Elio Vulcano, coordinatore nazionale: «Denunciamo da tempo gli stressanti turni di servizio e altri problemi che si registrano nella provincia pontina»

Latina, giovedì 27 dicembre 2018 – «Da tempo denunciamo, senza ricevere risposte, il malessere che vivono i colleghi che prestano servizio nel territorio pontino, dovuto a molteplici cause: ad esempio, gli stressanti turni di servizio a cui qualcuno si sottopone, forse perché non sa dire di no alle richieste del proprio dirigente o per qualche altro motivo. Latina è una realtà particolare in cui persino fatti così eclatanti passano in sordina e, probabilmente, la cosa a qualcuno potrebbe non dispiacere». Dopo il secondo suicidio, nel giro di pochi giorni, di un poliziotto in servizio nella Questura del capoluogo pontino (nella foto in alto), il sindacato di polizia Libertà e sicurezza (Les), articolazione della Ugl per la polizia di Stato, denuncia il silenzio intorno alla ricerca delle cause dietro queste tragedie.

A parlare così è Elvio Vulcano, coordinatore nazionale del sindacato. Interviene dopo che il giorno di Natale due suoi colleghi, allarmati dalla moglie e dalla figlia, che non ne avevano notizie da giorni, hanno trovato su una terrazza dell’edificio che ospita la Questura, in corso della Repubblica, il corpo senza vita di un ispettore di 58 anni. La procura della Repubblica di Latina ha aperto subito un’inchiesta e affidato al medico legale, Maria Cristina Setacci, l’incarico di eseguire l’autopsia che dovrà accertare le esatte cause del decesso.

Dai primi riscontri sembra evidente che l’ispettore, in servizio da trent’anni a Latina, si sia tolta la vita sparandosi con la pistola d’ordinanza: stessa dinamica del suicidio di un altro poliziotto, un giovane assistente capo, avvenuto pochi giorni prima.

Non risulta che il 58enne ispettore abbia lasciato dei messaggi per spiegare il suo gesto. C’è solo lo spazio per le ipotesi. Quella che chi lo conosceva bene ritiene più attendibile sembra essere il timore di non poter rientrare in servizio, dopo un intervento subito mesi fa a causa di un infarto, per il quale era ancora in convalescenza. Forse non ha retto al pensiero di dover interrompere il suo lavoro, a cui aveva dedicato gran parte della sua vita con dedizione e competenza, come racconta chi lo conosceva bene.

Ma al di là delle questioni personali, per il sindacato Les-Ugl rimane la gravità di una situazione denunciata da tempo.

«Infatti è da tempo – spiega Vulcano – che denunciamo il malessere che vivono i colleghi, come gli stressanti turni di servizio. Le mie sono soltanto delle ipotesi. Spetterà alla magistratura fare piena luce sui due fatti accaduti, e siamo certi che andrà fino in fondo. Il nostro segretario nazionale, Giovanni Iacoi, ha immediatamente richiesto l’intervento del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, con un’accorata lettera nella quale, partendo dal suicidio del giovane assistente capo di Latina, ha sollevato l’attenzione sull’aumento esponenziale dei suicidi nelle forze dell’ordine. Sappiamo che anche il sindacato al quale era iscritto l’assistente capo ha formalizzato una richiesta di “accesso agli atti” e tale richiesta rende plausibile la tesi che in questo caso la causa sia attribuibile allo stress lavorativo correlato, nonostante il tentativo, che da qualche parte è stato compiuto, di screditare un bravo ragazzo ed un ottimo poliziotto».

Cosa ci può dire dell’ispettore che è stato trovato morto il giorno di Natale, che forse si è tolto la vita qualche giorno prima?

«Era un poliziotto molto conosciuto, serio ed apprezzato e lo dimostrano anche i numerosi messaggi di cordoglio sui social media. Era una persona generosa e pronta ad esporsi per reclamare rispetto per i propri diritti. Una persona con un carattere forte da cui non ti puoi certo aspettare un gesto così. Non vorremmo che a qualcuno, ora, venisse la tentazione di giustificare il suo gesto attribuendolo di getto a cause esterne all’ambiente lavorativo. Ben due casi a distanza di pochi giorni uno dall’altro reclamano e meritano la massima attenzione sia da parte della magistratura locale sia da parte dello stesso ministero dell’Interno, ed è proprio quello che, come colleghi, come amici, prima ancora che come poliziotti, riteniamo lecito attenderci».

Qual è la posizione che intende assumere il vostro sindacato in merito all’accaduto?

«Se sarà accertata qualche responsabilità in ambito lavorativo, andrebbe pure appurato quanti poliziotti sono in malattia per stato ansioso ed in quali uffici questi prestano servizio. Se i casi dovessero essere in numero relativamente elevato rispetto ad altri uffici della Questura, o persino rispetto ad altre Questure, il ministero dovrebbe adottare provvedimenti immediati nei confronti di coloro che dovessero essere ritenuti in qualche modo responsabili, anche se ovviamente in maniera indiretta, di queste situazioni, anche se non portate alle estreme conseguenze. In sostanza, se deve manifestarsi l’opportunità di rimuovere qualche dirigente, è bene che il ministero adotti gli opportuni provvedimenti, senza guardare in faccia nessuno, come è giusto che sia. Nelle prossime ore chiederemo a Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, sindacato del quale condividiamo pienamente lo statuto e che ha portato in diverse piazze italiane l’iniziativa “Lavorare per vivere”, di aiutarci in questa lotta. Capone ha già manifestato sensibilità sulla questione delle morti sul lavoro, e in particolare sui decessi nelle forze armate. Durante le iniziative che l’Ugl ha finora portato avanti sul tema, per sensibilizzare l’opinione pubblica, sono state installate sagome bianche in numero pari alle persone morte sul lavoro. Lo riteniamo un segnale importante per sensibilizzare i vertici dei vari ministeri interessati su un tema ormai non più eludibile».

Aggiornamento di sabato 29 dicembre 2018

«Dopo un dolore così grande, che tocca non solo le famiglie di questi due nostri colleghi ma una intera comunità, ci chiediamo con quale spirito si possa prender parte ai festeggiamenti organizzati dal Comune di Latina: ci aspettiamo dal sindaco annulli i festeggiamenti in piazza per la fine di quest’anno». È l’appello lanciato da Clara Lucchesi, segretaria provinciale del sindacato Les-Ugl, dopo le esequie svoltesi ieri dell’ispettore rinvenuto morto la mattina di Natale su un terrazzo della Questura di Latina, secondo suicidio in pochi giorni di un poliziotto in servizio nel capoluogo pontino.

«L’annullamento dei festeggiamenti – ha spiegato Lucchesi – sarebbe un atto dovuto per due umili servitori dello Stato ma anche per offrire un concreto segno di vicinanza e di solidarietà nei confronti delle loro famiglie, colpite da questi eventi proprio durante il mese che dovrebbe essere il più gioioso dell’anno, ma anche per i loro concittadini. Inoltre, nonostante il prevedibile, e già appurato per gli anni precedenti, sparuto numero di partecipanti a questi festeggiamenti, ciò costringerà i colleghi di quei due poliziotti a prestare servizio per garantire l’ordine pubblico nella notte di Capodanno, col magone nel cuore, solo per assicurare l’ordine pubblico a chi andrà in piazza per divertirsi. Il nostro appello è anche alla cittadinanza: chi vuole rispettare il dolore delle famiglie di questi poliziotti che ci hanno voluto lasciare così, atrocemente, lo festeggi con i propri cari ma lo faccia lontano dalla piazza. Ci sembra giusto ricordare che distogliere le esigue forze della Questura per l’iniziativa musicale lascerà molte zone della città con minore vigilanza e, non dimentichiamolo, lo scorso Capodanno, mentre si festeggiava in piazza del Popolo, nel quartiere Nascosa Q4, alcuni malviventi facevano saltare in tutta tranquillità un bancomat».

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