Legge e giustizia: un giudice solo di fronte ai suoi dubbi

Legge e giustizia: un giudice solo di fronte ai suoi dubbi

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A Fiumicino, sabato 13, faccia a faccia con il magistrato bolognese Michele Leoni, che nel suo libro «Quale giustizia?» confessa la solitudine e la fragilità di fronte alle tragedie umane da giudicare, raccontando le sua esperienza maturata nelle vicende di mafia e terrorismo. L’attrice Diana Iaconetti leggerà alcuni brani e reciterà un monologo. L’evento, promosso dalla delegata comunale alla legalità, Arcangela Galluzzo, nell’ambito della rassegna “Fiumicino legalità”

Fiumicino (Roma), mercoledì 3 aprile 2019 – Letteratura e teatro si coniugano in una serata di riflessioni e suggestioni sceniche. Protagonista, sabato 13 aprile a Fiumicino, il magistrato Michele Leoni (nella foto), in occasione della presentazione del suo libro «Quale giustizia? Esperienze e riflessioni di un giudice».

La presentazione si terrà nella biblioteca “Gino Pallotta” di Fregene nell’ambito della rassegna “Fiumicino legalità” ed è promossa da Arcangela Galluzzo, delegata alla legalità del Comune di Fiumicino. Sarà l’attrice Diana Iaconetti con una lettura scenica a dare voce a brani selezionati dal libro. A conclusione dell’evento, Iaconetti interpreterà «La ribelle di Partanna», della scrittrice Nuccia Martire, monologo dedicato a Rita Atria, testimone di giustizia e vittima di mafia.

«La norma vorrebbe essere astratta, ma la giustizia è tutt’altro che asettica». In questa frase si riassume il percorso umano e professionale di Michele Leoni, presidente della Corte di Assise di Bologna, che nel suo libro ha voluto raccontare alcune vicende drammatiche che ha dovuto affrontare e giudicare e le riflessioni che ne sono conseguite. Temi conduttori di questa sorta di “confessione” sono la solitudine e la fragilità del giudice, anch’egli piccolo uomo esposto alle emozioni che nascono dalle tragedie personali e dal dolore, e che non può restare insensibile e racchiuso in quella specie di torre d’avorio nella quale da lui si pretenderebbe sempre e comunque che trovasse rifugio.

Diritto e morale spesso confliggono e la legge non sempre coincide con la giustizia: da qui gli interrogativi posti da questo libro per tanti versi inedito, scritto da un magistrato che vanta una profonda e incisiva esperienza in tema di mafia e terrorismo e che dalla sua esperienza ha tratto una penetrante autoanalisi di psicologia del giudicare.

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