Velletri, la Camera Civile all’Assemblea nazionale di Bergamo

Velletri, la Camera Civile all’Assemblea nazionale di Bergamo

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Si è parlato della riforma del processo civile, dell’accesso alla giustizia e della professione degli avvocati

Velletri (Roma), mercoledì 16 ottobre 2019 – Oltre duecento avvocati, in rappresentanza di una sessantina di Camere Civili di tutta Italia, hanno partecipato all’Assemblea nazionale delle Camere Civili, che si è recentemente tenuta a Bergamo. Anche la circoscrizione giudiziaria dei Castelli Romani ha partecipato, attraverso una rappresentanza della Camera Civile di Velletri. Presenti al congresso lombardo anche rappresentanti del Consiglio nazionale forense, dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari (Ocf) e della Cassa forense.

Per la Camera Civile di Velletri hanno partecipato gli avvocati: Marco Di Benedetto, membro della giunta nazionale, la presidente Carolina Mammucari, il vicepresidente Ortensia Ebner, la segretaria Alessandra Castaldo, il delegato Fabio Pasquali e Andrea Medini, consigliere dell’Ordine di Velletri. Fra i vari temi trattati, c’è stato spazio per soffermarsi sul confronto avvenuto con il Ministro alla Giustizia, Alfonso Bonafede, in relazione al progetto di riforma del processo civile.

Il presidente dell’Unione nazionale delle Camere Civili, avvocato Antonio de Notaristefani, ha sottolineato come il diritto alla difesa non sia negoziabile e ribadito che ridurre la facoltà di difesa non accorcerebbe le tempistiche processuali. L’inserimento di filtri e l’utilizzo di costi e sanzioni economicamente insostenibili per la maggior parte dei cittadini, inoltre, fanno sì che l’accesso alla giustizia sia negato ai meno abbienti.

Altri spunti di riflessione sono sorti sull’equo compenso, relativamente al quale si è evidenziato come l’eliminazione dei minimi tariffari abbia creato un danno non solo ai legali ma anche ai cittadini, mortificando i diritti dell’avvocatura e dei professionisti più deboli, quali giovani avvocati e piccoli studi individuali, senza considerare la riduzione della qualità della prestazione professionale.

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