Polizia: «Inadeguate le nostre mascherine anti-Covid19»

Polizia: «Inadeguate le nostre mascherine anti-Covid19»

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«I dispositivi individuali per gli agenti, che dovrebbero proteggerli dal coronavirus, sono inadeguati»: è la denuncia del sindacato di categoria Les

Roma, mercoledì 22 aprile 2020 – Attese da tempo, stanno finalmente arrivando in dotazione agli agenti della polizia di Stato le tanto agognate mascherine, necessarie per proteggere gli operatori dai pericoli del Covid-19. Ma si sono rivelate un “pacco a sorpresa”, stando a quanto lamentano i rappresentanti sindacali di categoria, secondo i quali si tratterebbe di materiale inadatto: «Sembrano più panni da pulizia che dispositivi di protezione personale».

«Da diversi giorni – riferisce Elio Vulcano, portavoce nazionale del sindacato do polizia Libertà e sicurezza (Les) – le nostre segreterie provinciali ci avvisano della consegna di mascherine che il personale ritiene inadeguate per l’attività lavorativa. Non a caso in diverse aree geografiche del nostro paese sono state battezzate con differenti aggettivi: carta igienica, mascherine di Bunny, panni per spolverare. Il significato comunque non cambia: sono semplicemente panni cattura-polvere. Ci risulta che quei dispositivi siano stati rifiutati da altre istituzioni. Sulle confezioni è riportata la dicitura “taglia unica” e quindi non adattabile a tutti i volti. Non consentono, inoltre, la copertura della superficie di naso e bocca, quindi non proteggono dal virus. Sulla confezione è indicato l’uso solo per chi utilizza mezzi pubblici ma non per le attività lavorative, con la premessa che filtrano i batteri ma non i virus».

Ricevute le mascherine, i poliziotti hanno compiuto una ricerca su internet per conoscerne l’azienda produttrice. «Abbiano potuto verificare – sostiene Vulcano – che, da come risulta sul suo sito, l’azienda produce panni da spolvero e non vi è traccia di produzione di dispositivi di protezione individuale».

Già nei giorni scorsi il sindacato Les era intervenuto per segnalare il ritardo e l’inadeguatezza delle misure a protezione dei poliziotti. In una conferenza stampa tenuta lo scorso 16 aprile, il portavoce Volcano ha denunciato: «Gli uomini e le donne appartenenti al corpo della polizia di Stato sono stanchi di attendere quello che spetterebbe loro normalmente: semplicemente un dispositivo di protezione. Le quantità di quelli già distribuiti sono insufficienti».

In particolare, in Sicilia i poliziotti di Les hanno rivolto a presidente della Regione, Nello Musumeci, un appello per mascherine e test sierologici. La richiesta è venuta dopo un vertice in videoconferenza che ha visto il segretario nazionale di Les, Giovanni Iacoi, quello regionale, Gianluca Lo Verde, e quello provinciale di Palermo, Pasquale Guaglianone, confrontarsi con l’assessore siciliano alla sanità, Ruggero Razza, e il deputato all’Assemblea regionale Vincenzo Figuccia. «L’auspicio – conclude Vulcano – è che anche i poliziotti siciliani vengano inclusi nella distribuzione dei dispositivi di protezione individuali che la Regione produrrà autonomamente».

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